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animal liberationQuesta circolazione d’idee e di pensiero animalista diede impulso alla politica tanto che nel 1871 venne fondata l’ENPA (allora Regia Società Torinese protettrice degli Animali) che si occupava degli animali che subivano maltrattamenti sia in campagna che in città. L’aveva fondata Giuseppe Garibaldi. Un’altra volta la lotta per i diritti animali si lega alle emancipazioni. Un’altra volta, anche perché moltissime tra le femministe furono animaliste affermate.
Henry Salt parla esplicitamente di Animal Rights (che è anche il titolo della sua opera edita nel 1892). Analizza Salt: “il loro intero modo di vita è programmato a tal fine, è alterato dal suo standard naturale ed esse non sono più nient’altro che carne animata”. Nel 1891 fonda la Humanitarian League che accanto ad obbiettivi per la tutela dei diritti umani appoggiava alcuni diritti animali, come , ad esempio, l’abolizione della caccia sportiva. Anche Martinetti e Schweitzer mostrano gli effetti di tutta la mobilitazione ottocentesca con i loro sentimenti solidali nei confronti degli animali.

Si informa l'Utenza che l'Ufficio Diritti Animali presso il Comune di Saronno rimarrà chiuso fino a nuova comunicazione.
manifestazione animalistaGilberto Germani | Presidente ENPA Saronno | Nell’antica Grecia, pare, il primo a denunciare l’ingerimento di carne e l’uccisione degli animali fu Pitagora, introducendo una forma di sensibilismo e orientandosi verso quelli che modernamente si chiamano movimenti vegetariani. Non solo: Pitagora, come Empedocle, credeva nella metempsicosi e non riconosceva alcuna differenza qualitativa tra l’anima umana e quella animale. Questa associazione, che è evidenziata per la prima volta da Ovidio nelle metamorfosi, giustifica anche la loro condanna dei riti divini che comprendessero sacrifici.

Sarà Platone a parlare di una felicità arcaica fondata sul culto di Orfeo che permetteva e prescriveva una vita di simbiosi tra uomini e animali. E la corrente di pensiero riscuoterà notevole successo finché Aristotelenon sosterrà che la differenza qualitativa tra le anime è talmente profonda da non conferire alcun diritto agli animali. Ma, a dimostrazione della profondità con cui si era radicata la concezione pitagorica, filosofi come Dicearco e Teofrasto, allievi aristotelici, sostennero che ingiustamente si provocavano sofferenze e privazioni agli animali e che la vita era una valore imprescindibile anche per quelle specie. «Se qualcuno sostenesse che, non diversamente dai frutti della terra, il dio ci ha donato anche gli animali per il nostro uso, gli risponderei che sacrificando esseri viventi si commette contro di loro un’ ingiustizia, perché si fa rapina della loro vita». Ancora, per Sesto Empirico l’uccisione di animali era una palestra di crudeltà e così Seneca, pur stoico, lo prendeva a maestro. Notissimo il suo ribrezzo per il circo.

Il nostro presidente Gilberto Germani ha stilato un altro magnifico articolo su EcoGraffi.it e in un passaggio scrive: "Crediamo che tutti gli animali abbiano gli stessi diritti e, pertanto, ci auguriamo di arrivare a un divieto totale dell’utilizzo delle loro pelli."
Sabato 18 novembre vi aspetta anche lui al banco ENPA in centro a Saronno (Piazza Volontari del sangue), percio' non potete mancare!
Buona lettura!
oche spiumate

Ogni anno vengono uccisi milioni di animali per la loro pelle: il 20% circa proviene da catture con trappole, il restante 80% da allevamenti specifici. È inconcepibile che la vanità, soprattutto femminile, spinga gli esseri umani a tal punto da non riconoscere alcun valore alla vita di così tanti animali pur di indossare, non per necessità, una pelliccia, un capo o un accessorio di pelle. È inammissibile che la gente rimanga indifferente di fronte a tanta sofferenza.
ermellini
L’ermellino è un piccolo animale la cui pelliccia è più nobile e regale di tutte. Essa è troppo preziosa per rischiare che sia danneggiata dalla trappola, perciò si Usano sbarre metalliche coperte di grasso. L’ermellino, attratto dal grasso, lecca le sbarre e il freddo intenso, agendo sul ferro, fa si che la lingua vi rimanga incollata. Non esiste possibilità di fuga; gli inevitabili tentativi di scappare aggravano la situazione e una parte sempre più estesa della lingua aderisce al ferro fino a che, piano piano, tutta la bocca si indurisce per la prolungata esposizione al gelo artico.

Il visone è un animale tenace e lotta tentando di liberarsi dalla tagliola a forza di strappi e balzi. Si contorce e si dimena disperatamente: Dopo un po’ di tempo, per la pressione delle ganasce della trappola e il gonfiore causato dalla ferita, la circolazione del sangue si arresta, la zampa diventa insensibile, ma il dolore nella parte superiore aumenta facendolo soffrire atrocemente. La zampa congela in poche ore o in un giorno. Il visone, impazzito dal dolore, se la morde, a volte staccandosi il pezzo tra le ganasce e sfilando la zampa ì, altre mordendo la parte superiore fino a rompere ossa e nervi: riesce a scappare, se non muore di congelamento prima.
Le renne forniscono la loro pelle per eleganti giacche, giubbotti e giacconi. La fornitura comincia in Lapponia, con l’annuale mattanza. Le oltre 200.000 renne che pascolano nei boschi di betulle sono radunate in un recinto nel quale avviene il grande massacro rituale, sembra, come la corrida: i maschi sono catturati al laccio, trascinati per le corna, abbattuti in terra e finiti con un coltello. 70.000 maschi ogni anno muoiono nei recinti della mattanza. 

Uno dei capitoli più agghiaccianti delle catture è quello della caccia alle foche. Negli ultimi anni solo in Canada sono stati uccisi milioni di cuccioli di foca preferiti per il manto ancora quasi completamente bianco, pregiato per i mercati europei e asiatici. La morte a cui vanno incontro questi animali è la più violenta e crudele immaginabile: un team di veterinari indipendenti ha documentato che il 42% delle foche esaminate erano state scuoiate vive, e il 40% colpito ripetutamente prima di morire. I cuccioli in età compresa tra le 2 e 12 settimane di vita ancora non sanno nuotare, perciò non hanno la possibilità di fuggire ai cacciatori e le loro madri li difendono fino alla morte, usando il proprio corpo come scudo. Senza scampo arriva la fine: scuoiati vivi o colpiti ripetutamente con bastoni uncinati. Dopo anni di battaglie gli animalisti hanno vinto: il 5 maggio 2009 il Parlamento Europeo ha votato il bando delle pelli e prodotti derivanti dalla caccia commerciale alle foche. È stata la fine di un business insostenibile.

Per ottenere le pelli dei serpenti, delle lucertole e di altri rettili, s’inchiodano questi animali vivi ad un albero o ad un palo mediante un chiodo conficcato nella testa; si pratica poi un’incisione sulla parte posteriore del capo e si tratta la pelle, tutta intera. Dopo averli spellati, nessuno si cura di questi animali, che trascorrono in quello stato giorni e giorni prima che la morte ponga fine alle loro sofferenze, tormentati dalle punture degli insetti e invasi dalle formiche.

Vita negli allevamenti | L’animale più allevato per la sua pelliccia è il visone, seguito dalla volpe. Per la loro pelliccia vengono allevati anche altri animali, quali cincillà, linci e criceti. Il 64% degli allevamenti sono in Europa del nord, 11% sono in Nord America, e i restanti sono dispersi in ogni parte del mondo, in Paesi quali Argentina and Russia.Gli allevatori di visone di solito allevano le femmine una volta l’anno. Ci sono circa 3 o 4 cuccioli sopravvissuti per ogni figliata, sono uccisi quando raggiungono circa i 6 mesi di età, dipende dal paese in cui si trovano, dopo il primo duro gelo. I visoni usati per la riproduzione sono tenuti 4 o 5 anni. Gli animali, alloggiati in gabbie insopportabilmente piccole, vivono con la paura, la tensione, le malattie, parassiti e altre avversità fisiche e psicologiche, tutto per il beneficio di un’industria globale che guadagna annualmente miliardi di dollari.Milioni di conigli sono macellati per la carne, specialmente in Cina, Italia e Spagna. Una volta considerati un mero sottoprodotto di questo consumo, l’industria della pelliccia di coniglio richiede pelli più folte di quelle di un animale più anziano (i conigli da carne sono uccisi tra le 10 e le 12 settimane). Le Nazioni Unite riferiscono che “poche pelli sono recuperate dai mattatoi” e paesi quali la Francia uccidono circa 70 milioni di conigli all’anno per la pelliccia, usata per l’abbigliamento, come esche nella pesca con la mosca e in decorazioni in pelliccia su articoli.
cani
Per tagliare i costi, gli allevatori stipano gli animali in piccole gabbie, che gli permettono di fare solo pochi passi avanti e indietro. Questo affollamento e relegazione è particolarmente affliggente per i visoni, animali solitari che possono occupare 2,500 acri di habitat nell’ambiente selvaggio. La vita angosciante in una gabbia porta i visoni ad auto mutilarsi mordendosi la pelle, code e zampe e camminando freneticamente e incessantemente in circolo. Zoologi della Oxford University che hanno studiato i visoni in cattività, scoprirono che malgrado generazioni allevate per la pelliccia, i visoni non si sono addomesticati e soffrono molto in cattività, specialmente se non gli è data l’opportunità di nuotare. Volpi, procioni e altri animali si comportano nello stesso modo arrivando al punto di mangiarsi fra di loro. Gli animali negli allevamenti sono nutriti con sottoprodotti della carne considerati non adatti per il consumo umano. L’acqua è fornita con un sistema a rubinetti a regolazione che si gela spesso durante l’inverno o può non funzionare a causa di errori umani. Gli animali negli allevamenti sono più sensibili alle malattie rispetto ai loro simili che vivono libere. Malattie contagiose come la polmonite passano rapidamente da gabbia a gabbia, come anche pulci, zecche, pidocchi e acari. Le mosche portatrici di malattie prosperano nei mucchi di rifiuti decomposti che si raccolgono per mesi sotto le gabbie. Le riprese video e le foto portate dagli investigatori mostrano gli animali sofferenti con gravi infezioni e lesioni, non curate e lasciati morire lentamente.

Le gabbie in cui vivono gli animali sono spesso tenute in baracche aperte che forniscono poca o nessuna protezione dal vento o dal clima rigido. La loro pelliccia da sola non è sufficiente per tenerli al caldo durante l’inverno, e in estate i procioni soffocano perché non hanno acqua nella quale rinfrescarsi. Quando i procioni imparano a bagnarsi premendo sugli abbeveratoi che forniscono acqua potabile, gli allevatori modificano il cappuccio della valvola per tagliare anche questo scarno sollievo.
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Nessuna legge sulla macellazione protegge gli animali negli allevamenti degli animali da pelliccia, i metodi di uccisione sono macabri. Gli allevatori si preoccupano solo di conservare la qualità della pelliccia, usano metodi di macellazione che mantengono le pelli intatte ma che causano estreme sofferenze per gli animali. Gli animali piccoli possono essere stipati in scatole e avvelenati col lo scarico caldo e non filtrato del motore di un camion. Il gas di scarico del motore non è sempre letale, e alcuni animali si risvegliano mentre vengono scuoiati. Agli animali più grandi viene applicato un morsetto o un’asta nelle loro bocche mentre un bastoncino è inserito nell’ano, vengono dolorosamente fulminati. Altri animali sono avvelenati con stricnina, che li soffoca paralizzando i loro muscoli con dolorosi crampi. Avvelenamento con gas, camere di decompressione e rottura del collo sono altri comuni metodi di macellazione degli animali allevati per la pelliccia.Quanti animali servono? | Un’idea della portata del massacro di tutti questi animali è data dal numero d’individui necessari per confezionare un singolo capo di pelliccia: agnello karacull 26-28; castoro 16-20; cincillà 130-200; ermellino 180-240; foca (cucciolo) 5-8; lince 8-18; lontra 10-20; lupo 3-5; opossum 34-40; visone 30-50; volpe 10-20; zibellino 50-80.Allo scopo di produrre pelli e pellicce atte al confezionamento di inserti per guanti, colli, cappelli, giocattoli, fodere di cappotti e giacche, suole per scarpe e stivali oltre due milioni di cani e gatti sono allevati e brutalmente uccisi in Cina, Thailandia, Filippine e Corea. Le condizioni degli allevamenti sono spaventose, e gli animali affrontano un vero e proprio calvario fino alla fine dei loro giorni. Molto spesso i cani e i gatti non provengono neanche dagli appositi allevamenti, ma sono cresciuti in piccole aziende a gestione familiare, dove vivono stipati in minuscole gabbie per poi morire in maniera agghiacciante davanti agli occhi dei loro compagni. I cani vengono sgozzati e fatti morire dissanguati, oppure bastonati sulla testa. I gatti vengono spesso impiccati con cappi metallici. In Italia l’allevamento, l’importazione e il commercio delle pelli di cane e di gatto è illegale (Legge 189/04 sui maltrattamenti degli animali). Tuttavia bisogna prestare attenzione al fatto che, per nascondere la provenienza delle pelli ai consumatori, sull’etichetta (quando presente) vengono utilizzati pseudonimi e nomi di fantasia.Crediamo che tutti gli animali abbiano gli stessi diritti e, pertanto, ci auguriamo di arrivare a un divieto totale dell’utilizzo delle loro pelli. Di fatto, l’Italia continua ad avere, proporzionalmente alla popolazione, il più alto consumo di pellicce rispetto agli altri Stati e, quindi, a quanto pare, il più basso livello di coscienza e sensibilità umana.
E' GIA' DISPONIBILE IL NUOVO CALENDARIO ENPA 2018
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Lo troverete presso la nostra sede il venerdì sera (dalle 21 in poi) e presso i 
banchetti che faremo nelle prossime settimane. Ecco un elenco di negozi dove sono disponibili:
Saronno: Fabbrica della birra - Via San Giuseppe
Mozzate: Consorzio Agrario - Via Varesina 90

calendario


Gilberto Germani - Presidente Enpa Saronno

mattatoiomattatoio
Al termine del loro lungo e doloroso calvario, iniziato con la nascita negli allevamenti intensivi e con il successivo trasporto, gli animali giungono ai mattatoi, ultima stazione della propria vita.

In base alla normativa vigente la macellazione è l’abbattimento di animali destinati all’alimentazione umana; l’abbattimento è “qualsiasi processo applicato intenzionalmente che determini la morte dell’animale”; lo stordimento è “qualsiasi processo indotto intenzionalmente che provochi in modo indolore la perdita di coscienza e di sensibilità, incluso qualsiasi processo determinante la morte istantanea”. Questa norma permette il non uso dello stordimento per volatili e conigli per consumo domestico privato e per macellazione rituale, da svolgersi all’interno di mattatoi autorizzati.I cittadini dell’Unione Europea in questi ultimi anni hanno mostrato sempre maggior interesse e sensibilità verso le tematiche relative al benessere animale anche per quanto riguarda le macellazioni degli stessi. La protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento è una questione di interesse pubblico che incide sull’atteggiamento del consumatore nei confronti dei prodotti agricoli. Infatti, il consumatore oltre a pretendere una carne prodotta nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie chiede che non siano inflitte inutili sofferenze agli animali da cui provengono le carni. Una migliore protezione degli animali durante la macellazione contribuisce a migliorare la qualità della carne e indirettamente produce un impatto positivo sulla sicurezza del lavoro nei macelli

SI AVVISA CHE A CAUSA DEL REFERENDUM,

GIORNO 21 OTTOBRE 2017

L'UFFICIO U.D.A. DI SARONNO SARA' CHIUSO.
Ringraziamo Rosella e Sandro per il cibo per gatti che ci hanno donato.
cibo per animali
trasporto animali Da Gilberto Germani - Presidente ENPA Saronno

Centinaia di migliaia sono i bovini, i cavalli, i maiali, le pecore ed i pennuti in genere che, rinchiusi in camion roventi o gelidi, passano sotto i nostri occhi quando li incrociamo su autostrade e strade, lasciando dietro di sé, oltre ad una scia di odori acuti che li identificano, l’immagine di un calvario infinito. Costretti a percorrere enormi distanze durante i viaggi che li conducono oltre i valichi di frontiere attraverso l’Europa, sono tenuti senza cibo e senza acqua fino allo sfinimento, vittime sia del sole rovente estivo che cuoce le lamiere, sia del gelo durante la stagione invernale: per loro non c’è scampo.

Ringraziamo DOKCOOKER di Solaro per averci permesso di effettuare una raccolta cibo a favore degli animali di cui ci occupiamo e tutti coloro che hanno fatto una donazione in tal senso. GRAZIE DA TUTTI I VOLONTARI!!
cibo per animali
suiniNel corso degli anni il consumo di carne è aumentato considerevolmente, cosicché gli allevatori, per far fronte alla crescente richieste, limitando i costi e salvaguardando esclusivamente i propri interessi, hanno semplicemente aumentato il numero di animali nei medesimi spazi a disposizione: sono nati così gli allevamenti intensivi.

Lasciando pure agli esperti nutrizionisti il compito di valutare quale sia per l’uomo l’alimentazione più salutare tra l’onnivora, la vegetariana o la vegana, rimane che se gli animali, terrestri o acquatici che siano, devono essere allevati per scopi alimentari, occorre garantire loro condizioni di vita dignitosa. E ciò non avviene.

La mucca allevata per la produzione del latte viene inseminata artificialmente ogni anno e il vitello che partorisce è allontanato da lei immediatamente. Essa viene poi munta meccanicamente per mesi, durante i quali è costretta a produrre una quantità di latte superiore a quella che le sarebbe servita per nutrire il vitello. Per aumentare ulteriormente la produzione di latte, è alimentata con proteine altamente concentrate. All’età di cinque o sei anni, dopo atroci sofferenze, è infine macellata. La sua vita in libertà sarebbe stata di circa 20 anni e la sua alimentazione erba da pascolo; in allevamento intensivo si è nutrita invece d’erbaggi, letame, farina animale e rifiuti o scarti di vario genere. Le conseguenze di questi esagerato sfruttamento sono un comportamento nervoso, causato dalla forzata immobilità, infezioni alle mammelle e lacerazioni alla pelle, prodotte dalle eccessiva mungitura.

Nelle nostre precedenti pubblicazioni del 22 e 30 aprile e 20 maggio 2017 ci siamo soffermati su tante crudeltà effettuate dall’uomo sugli animali per il proprio divertimento e interesse, abbastanza conosciute ai più. Purtroppo altre ancora ne esistono poco conosciute, se non localmente, e chissà quante altre ancora ne esistono ma a noi non note.
corse di cavalli
CORSE DI CAVALLI
E’ molto triste, ma nel grande business delle corse dei cavalli l’unica cosa su cui potete scommettere è che la maggior parte dei cavalli vengono sfruttati al limite delle loro possibilità e, tranne rare eccezioni in cui i cavalli vengono inviati a fine “carriera” in stalle di lusso per la riproduzione, poi avviati nei recinti delle aste pubbliche per ultimare drammaticamente la propria vita in un mattatoio.

Un altro intervento dei volontari dell'ENPA - questa volta in collaborazione con la Protezione Civile di Saronno - per salvare una gatta finita nel letto del Lura (per fortuna secco in questi giorni). Di seguito l'articolo uscito sulla stampa quotidiana.
articolo di giornale

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