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Si informa l'Utenza che l'Ufficio Diritti Animali presso il Comune di Saronno rimarrà chiuso fino a nuova comunicazione.
manifestazione animalistaGilberto Germani | Presidente ENPA Saronno | Nell’antica Grecia, pare, il primo a denunciare l’ingerimento di carne e l’uccisione degli animali fu Pitagora, introducendo una forma di sensibilismo e orientandosi verso quelli che modernamente si chiamano movimenti vegetariani. Non solo: Pitagora, come Empedocle, credeva nella metempsicosi e non riconosceva alcuna differenza qualitativa tra l’anima umana e quella animale. Questa associazione, che è evidenziata per la prima volta da Ovidio nelle metamorfosi, giustifica anche la loro condanna dei riti divini che comprendessero sacrifici.

Sarà Platone a parlare di una felicità arcaica fondata sul culto di Orfeo che permetteva e prescriveva una vita di simbiosi tra uomini e animali. E la corrente di pensiero riscuoterà notevole successo finché Aristotelenon sosterrà che la differenza qualitativa tra le anime è talmente profonda da non conferire alcun diritto agli animali. Ma, a dimostrazione della profondità con cui si era radicata la concezione pitagorica, filosofi come Dicearco e Teofrasto, allievi aristotelici, sostennero che ingiustamente si provocavano sofferenze e privazioni agli animali e che la vita era una valore imprescindibile anche per quelle specie. «Se qualcuno sostenesse che, non diversamente dai frutti della terra, il dio ci ha donato anche gli animali per il nostro uso, gli risponderei che sacrificando esseri viventi si commette contro di loro un’ ingiustizia, perché si fa rapina della loro vita». Ancora, per Sesto Empirico l’uccisione di animali era una palestra di crudeltà e così Seneca, pur stoico, lo prendeva a maestro. Notissimo il suo ribrezzo per il circo.

(…) continua

NEWSLETTER N° 5/2017 SETTEMBRE-OTTOBRE

Caro Socio, amico e simpatizzante dell’Enpa
Il lavoro da noi svolto in questi due mesi è stato possibile grazie all’impegno di tutti i nostri volontari che si sono prodigati su più fronti per far crescere la nostra visibilità e aiutare tanti animali in difficoltà.
SEGNALAZIONI TELEFONICHE
Ci sono pervenute 70 telefonate per richieste di informazioni e per sollecitare dei nostri interventi per risolvere situazioni critiche in cui si trovavano gli animali. Uno su tutti il salvataggio di 5 gattini randagi rimasti orfani della propria mamma finita sotto una macchina un centinaio di metri dal luogo del loro rifugio in una sterpaglia.

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Gilberto Germani - Presidente Enpa Saronno

mattatoiomattatoio
Al termine del loro lungo e doloroso calvario, iniziato con la nascita negli allevamenti intensivi e con il successivo trasporto, gli animali giungono ai mattatoi, ultima stazione della propria vita.

In base alla normativa vigente la macellazione è l’abbattimento di animali destinati all’alimentazione umana; l’abbattimento è “qualsiasi processo applicato intenzionalmente che determini la morte dell’animale”; lo stordimento è “qualsiasi processo indotto intenzionalmente che provochi in modo indolore la perdita di coscienza e di sensibilità, incluso qualsiasi processo determinante la morte istantanea”. Questa norma permette il non uso dello stordimento per volatili e conigli per consumo domestico privato e per macellazione rituale, da svolgersi all’interno di mattatoi autorizzati.I cittadini dell’Unione Europea in questi ultimi anni hanno mostrato sempre maggior interesse e sensibilità verso le tematiche relative al benessere animale anche per quanto riguarda le macellazioni degli stessi. La protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento è una questione di interesse pubblico che incide sull’atteggiamento del consumatore nei confronti dei prodotti agricoli. Infatti, il consumatore oltre a pretendere una carne prodotta nel pieno rispetto delle norme igienico sanitarie chiede che non siano inflitte inutili sofferenze agli animali da cui provengono le carni. Una migliore protezione degli animali durante la macellazione contribuisce a migliorare la qualità della carne e indirettamente produce un impatto positivo sulla sicurezza del lavoro nei macelli

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trasporto animali Da Gilberto Germani - Presidente ENPA Saronno

Centinaia di migliaia sono i bovini, i cavalli, i maiali, le pecore ed i pennuti in genere che, rinchiusi in camion roventi o gelidi, passano sotto i nostri occhi quando li incrociamo su autostrade e strade, lasciando dietro di sé, oltre ad una scia di odori acuti che li identificano, l’immagine di un calvario infinito. Costretti a percorrere enormi distanze durante i viaggi che li conducono oltre i valichi di frontiere attraverso l’Europa, sono tenuti senza cibo e senza acqua fino allo sfinimento, vittime sia del sole rovente estivo che cuoce le lamiere, sia del gelo durante la stagione invernale: per loro non c’è scampo.

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suiniNel corso degli anni il consumo di carne è aumentato considerevolmente, cosicché gli allevatori, per far fronte alla crescente richieste, limitando i costi e salvaguardando esclusivamente i propri interessi, hanno semplicemente aumentato il numero di animali nei medesimi spazi a disposizione: sono nati così gli allevamenti intensivi.

Lasciando pure agli esperti nutrizionisti il compito di valutare quale sia per l’uomo l’alimentazione più salutare tra l’onnivora, la vegetariana o la vegana, rimane che se gli animali, terrestri o acquatici che siano, devono essere allevati per scopi alimentari, occorre garantire loro condizioni di vita dignitosa. E ciò non avviene.

La mucca allevata per la produzione del latte viene inseminata artificialmente ogni anno e il vitello che partorisce è allontanato da lei immediatamente. Essa viene poi munta meccanicamente per mesi, durante i quali è costretta a produrre una quantità di latte superiore a quella che le sarebbe servita per nutrire il vitello. Per aumentare ulteriormente la produzione di latte, è alimentata con proteine altamente concentrate. All’età di cinque o sei anni, dopo atroci sofferenze, è infine macellata. La sua vita in libertà sarebbe stata di circa 20 anni e la sua alimentazione erba da pascolo; in allevamento intensivo si è nutrita invece d’erbaggi, letame, farina animale e rifiuti o scarti di vario genere. Le conseguenze di questi esagerato sfruttamento sono un comportamento nervoso, causato dalla forzata immobilità, infezioni alle mammelle e lacerazioni alla pelle, prodotte dalle eccessiva mungitura.

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 testa di cane         

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